Residui svalutati tramite FCDE: permane l’obbligo di attivazione per la riscossione

L’accantonamento al FCDE non esonera l’ente dall’obbligo di attuare tutte le iniziative necessarie al recupero dei crediti mantenuti a residuo: è quanto evidenziato dalla Corte dei conti, sez. reg. di contr. Marche, nella delib. n. 194/2026/PRSE, depositata il 25 settembre 2026.

Secondo i giudici, anche nel caso di residui svalutati tramite FCDE, permane, in capo all’ente, l’onere di attivarsi in vista della realizzazione dei crediti, adottando, ove del caso, procedure coattive di recupero.

In tale contesto, la Corte ha richiamato l’attenzione dell’Ente sul principio generale di indisponibilità dell’obbligazione tributaria “cui consegue l’irrinunciabilità della potestà impositiva e l’improcrastinabilità del recupero delle somme con la messa in atto, previo costante, attento, monitoraggio, di misure idonee a scongiurare la prescrizione dei crediti tributari cui, peraltro, possono associarsi anche profili di responsabilità erariale” (cfr. sez. reg. di contr. Lombardia, delib. n. 55/2024/PRSP).

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