Valori elevati di residui attivi al Titolo IV: il warning della Corte dei conti

Valori elevati di residui attivi al Titolo IV, corrispondenti a contributi non riscossi, incidono negativamente sull’osservanza dell’obbligo di copertura finanziaria nell’ambito della spesa in conto capitale che di regola è di competenza di più esercizi, rischiando di pregiudicare l’equilibrio di bilancio: è quanto evidenziato dalla Corte dei conti, sez. reg. di contr. Basilicata, nella delib. n. 112/2026/PRSE, depositata il 12 ottobre 2026.

I giudici hanno paventato il rischio della violazione del principio della competenza finanziaria potenziata e, in particolare, del disposto dell’art. 179, comma 3-bis, del TUEL (d.lgs. n. 267/2000), secondo cui “L’accertamento dell’entrata è registrato quando l’obbligazione è perfezionata, con imputazione alle scritture contabili riguardanti l’esercizio in cui l’obbligazione viene a scadenza. Non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le entrate il cui diritto di credito non venga a scadenza nello stesso esercizio finanziario. È vietato l’accertamento attuale di entrate future. Le entrate sono registrate nelle scritture contabili anche se non determinano movimenti di cassa effettivi” (cfr., sul punto, sez. reg. di contr. Sardegna, delib. n. 230/2025/PRSE).

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