Residui passivi coperti dal FPV reimputati ad un solo esercizio: il warning della Corte dei conti

La circostanza che tutti i residui passivi coperti dal fondo pluriennale vincolato (FPV) siano stati reimputati ad un solo esercizio suscita dubbi in merito alla capacità programmatoria dell’Ente: è quanto evidenziato dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per l’Emilia Romagna, nella delib. n. 228/2021/PRSE, depositata lo scorso 9 novembre.

I giudici hanno ricordato che la Sezione delle Autonomie, con la deliberazione n. 2/2021/INPR, ha già evidenziato che le misure per lo sviluppo degli investimenti degli enti locali (ai quali è affidata in

parte rilevante la ripresa del nostro sistema economico) possono contribuire a contrastare il depauperamento della dotazione di capitale fisso cui si è assistito nell’ultimo decennio, oltre che a colmare il divario infrastrutturale tra le diverse aree del Paese, e sottolinea che la corretta gestione della spesa per gli investimenti costituisce ora una priorità assoluta nelle politiche pubbliche nazionali, regionali e locali, nella prospettiva di risanamento dell’economia che punta a risultati ed obiettivi che non possono essere mancati.

È innegabile che lo sviluppo degli investimenti deve essere sostenuto da un’adeguata organizzazione, riconsiderando il ciclo tecnico di ciascun intervento, dalla programmazione al collaudo dell’opera, e parallelamente il ciclo finanziario, anche al fine di individuare le criticità e i tempi di attraversamento delle varie fasi del ciclo, a partire da quella di progettazione la cui qualità rappresenta il presupposto per garantire l’esecuzione dell’opera senza rallentamenti e, soprattutto, senza aumento di costi diretti e indiretti.

È evidente che una scorretta gestione del FPV, della pianificazione e della cronologia dell’attuazione delle opere pubbliche compromette gli obiettivi delle politiche pubbliche nazionali, regionali e locali.

Allo scopo di migliorare detta gestione, secondo la Corte, è necessario rivedere l’organizzazione interna e, soprattutto, il canale di comunicazione tra uffici tecnici e ragioneria, impostando la programmazione in coerenza con cronoprogrammi dettagliati in funzione dei quali impostare le previsioni di bilancio, e implementando gli strumenti di controllo interno; in proposito la Sezione Autonomie, con la delibera citata sottolinea anche che la vigilanza sulla prosecuzione, senza soluzione di continuità, di tutte le attività nel ciclo tecnico e che riguardano sia le fasi di progettazione, sia le fasi di esecuzione dell’opera o lavoro pubblico, comporta una sinergia tra gli uffici tecnici e dei lavori pubblici con il servizio economico- finanziario.

 

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