Le nozioni di abitazione principale e pertinenze ai fini dell’esenzione IMU/TASI

Definire la nozione di abitazione principale è di fondamentale importanza ai fini della corretta applicazione dell’IMU e della TASI e della relativa esenzione.

Rimane tuttora valido il riferimento normativo contenuto nel comma 2 dell’art. 13 del D.L. n. 201/2011, secondo cui per abitazione principale “si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”. Secondo l’art. 43 cod. civ, la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale: rilevano, perciò, sia l’oggettiva permanenza in un dato luogo, sia la libera volontà del soggetto di rimanervi. È bene ricordare che la residenza non viene meno in caso di assenze prolungate (ad esempio, per motivi di lavoro, di studio, di vacanza o di salute) né se una parte dell’immobile è concessa in locazione a terzi.

Oltre alla dimora abituale, ai fini del citato comma 2 dell’art. 13, rileva anche la residenza anagrafica, ossia il dato formale dell’iscrizione presso l’ufficio anagrafico del Comune, sia del possessore sia del suo nucleo familiare.

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