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I corrispettivi relativi alle attività spettacolistiche sono esclusi dall’obbligo di trasmissione telematica

Segnaliamo la recente risposta n. 7 del 17 gennaio 2020 dell’Agenzia delle Entrate ad un interpello in materia di corrispettivi relativi alle attività spettacolistiche.
Riprendendo l’orientamento già espresso con le risposte ad interpello n. 506 del 10 dicembre 2019 e n. 535 del 20 dicembre 2019, gli esperti dell’Agenzia hanno ribadito che i corrispettivi relativi alle attività spettacolistiche sono esclusi dall’obbligo di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi di cui all’art. 2 del Decreto Legislativo n. 127 del 2015, in quanto tutti i dati relativi a titoli di accesso emessi sono già oggetto di separata trasmissione alla SIAE, in ossequio al decreto 13 luglio 2000, che provvede a metterli a disposizione dell’anagrafe tributaria.
Resta, invece, l’obbligo dell’invio telematico dei dati dei corrispettivi relativi alle attività accessorie diverse dai biglietti d’ingresso, tradizionalmente documentati con scontrino o ricevuta fiscale.

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Il soccorso istruttorio non opera nel caso di omessa allegazione di un referenza bancaria

Come noto, le referenze bancarie sono uno dei mezzi di prova tramite cui le imprese si qualificano sul piano economico-finanziario e costituiscono uno strumento finalizzato a dimostrare se sussistano i requisiti in questione.
Il TAR Emilia Romagna, Bologna, sez. II, con la recente sentenza 16 gennaio 2020, n. 25, è intervenuta in materia, chiarendo due aspetti importanti.
Il primo riguarda l’ipotesi in cui la referenza prodotta dall’impresa concorrente non sia idonea a questo scopo, perché quanto ivi attestato non sia ritenuto sufficiente dall’amministrazione aggiudicatrice: secondo i giudici, in tale ipotesi la stazione appaltante è tenuta a soccorrere l’impresa mediante l’ampio potere di regolarizzazione previsto dal codice dei contratti.
Il secondo aspetto, invece, riguarda il caso dell’omessa allegazione di una referenza bancaria e della possibilità, in tale circostanza, dell’operatività del soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 9, del Codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo n. 50/2016): ebbene, secondo i giudici bolognesi, in tale circostanza il soccorso non può operare.
Si tratta di orientamento già espresso dalla giurisprudenza in altre occasioni, fondato sulla circostanza che il soccorso istruttorio si riferisce all’ipotesi di integrazione, chiarimento e/o completamento di documenti e dichiarazioni e il difetto delle referenze bancarie previste dalla legge di gara non consente alla stazione appaltante di considerare comprovato, in capo all’impresa partecipante, il possesso dei requisiti economici e finanziari, i quali a norma dell’art. 46 comma 1 bis, assumono valenza di elemento essenziale dell’offerta (TAR Sicilia, Catania, sent. n. 226/2018; parere dell’ANAC n. 100 del 26 novembre 2014; Consiglio di Stato, Ad. Plen., n. 16/2014 e n. 9/2014).
La questione, comunque, è oggetto di incertezza giurisprudenziale: infatti, un secondo orientamento, al contrario, sostiene che l’omessa allegazione di una referenza bancaria rientra nell’ambito di applicazione della disciplina del soccorso istruttorio, trattandosi di un elemento estraneo all’offerta economica che si riferisce all’oggetto dell’appalto (TAR Lazio, Latina, sez. I, sent. 23 febbraio 2018, n. 88).

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I venti giorni per il deposito della proposta di rendiconto non valgono se il Prefetto ha diffidato il Comune

Come è noto, l’art. 227 comma 2 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) prevede che la proposta del rendiconto di gestione deve essere messa a disposizione dei consiglieri entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento di contabilità.
Secondo quanto precisato dal TAR Lazio, sez. Latina, nella sent. 17 gennaio 2020, n. 16, il termine dei 20 giorni previsto dalla norma testé richiamata, è destinato a valere solo in ordine all’approvazione del rendiconto nei termini di legge e non già laddove l’approvazione avvenga fuori termine su diffida del Prefetto: secondo i giudici laziali, infatti, di fronte all’alternativa dello scioglimento del Consiglio (che sarebbe la conseguenza della mancata delibera a seguito della diffida) deve ritenersi giustificata la deroga al termine ordinario di 20 giorni entro il quale i consiglieri devono poter accedere alla documentazione allegata alla proposta di deliberazione.

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Appalti: illegittimo escludere un concorrente per un malfunzionamento del sistema

È illegittima la decisione di escludere dalla gara l’operatore economico che, a causa di un malfunzionamento della procedura informatica, non è riuscito a completare l’inserimento della documentazione in tempo utile: è quanto affermato dal Consiglio di Stato, sez. III, nella sent. 7 luglio 2020, n. 86.

I giudici di Palazzo Spada hanno ribadito che se rimane impossibile stabilire con certezza se vi sia stato un errore da parte del trasmittente o, piuttosto, la trasmissione sia stata danneggiata per un vizio del sistema, il pregiudizio ricade sull’ente che ha bandito, organizzato e gestito la gara (cfr., ex plurimis, Consiglio di Stato, sez. III, sent. 25 gennaio 2013, n. 481).

In una recente pronuncia, inoltre, sempre il Consiglio di Stato aveva ritenuto legittimo l’intervento del gestore della piattaforma per consentire ad uno dei partecipanti di completare la procedura, avviata entro il termine previsto ma non completata per un problema tecnico della procedura, non imputabile al concorrente (sez. V, sent. 20 novembre 2019, n. 7922).

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Contributi per investimenti in sicurezza, scuola, strade: disponibile l’elenco dei piccoli Comuni beneficiari

Con un comunicato del 14 gennaio 2020 il Ministero dell’Interno ha assegnato ai Comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti il contributo per il potenziamento di investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’anno 2020.

L’elenco degli enti beneficiari è consultabile al seguente link: https://dait.interno.gov.it/documenti/allegato_a_contributo_art_30_comma_14ter_del_decreto-legge_30_aprile_2019_6.pdf

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730, Certificazione Unica, 770, Iva: on-line i modelli 2020

Dal 15 gennaio sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli e le istruzioni 730, Certificazione unica, Iva e 770 per il 2020; fra le principali novità segnaliamo le seguenti:

· modello 730: gli eredi potranno utilizzare il 730 per effettuare la dichiarazione dei redditi per conto del contribuente deceduto nel periodo compreso fra il 2019 e il 23 luglio 2020 e che presentava i requisiti per utilizzare questo modello semplificato; sono previsti, inoltre, nel modello lo sport bonus, il credito d’imposta per la bonifica ambientale e la detrazione del 50% per le spese di realizzazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche; le istruzioni sono aggiornate per recepire il nuovo limite reddituale per il figlio a carico, aumentato a 4mila euro e l’aumento a 800 euro delle spese di istruzione detraibili;

· modello Iva: è stata prevista una nuova casella per l’esonero dall’apposizione del visto di conformità; sono stati introdotti due nuovi quadri, il VP e il VQ: il primo è riservato ai contribuenti che intendono comunicare in sede di presentazione della dichiarazione annuale i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre; il secondo è riservato ai contribuenti che intendono determinare il credito maturato in seguito a versamenti di Iva periodica non spontanei: comunicazioni d’irregolarità (art. 54 bis) o notifica di cartelle di pagamento riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche (art. 21 bis del decreto legge n. 78/2010);

· certificazione unica: previsti campi appositi per l’indicazione dei premi di risultato relativi agli anni precedenti, per gestire le ipotesi in cui l’anno di effettuazione dell’opzione di conversione del premio di risultato in welfare aziendale non coincide con il periodo d’imposta in cui avviene l’erogazione dei benefit; tre nuovi campi anche per consentire di indicare la nuova forma di detassazione del trattamento di fine servizio prevista dal D.L. n.4/2019;

· modello 770: nel quadro ST del modello è stato inserito un nuovo rigo riguardante i “Dati relativi all’intermediario non residente”; sono state effettuate anche alcune modifiche alle istruzioni del quadro SK per semplificare l’esposizione dei dati in caso di tassazione degli utili maturati in anni diversi; sempre con riguardo ai sostituti d’imposta, si segnalano, inoltre, alcuni aggiornamenti alle istruzioni per la compilazione della Certificazione degli utili e dei proventi equiparati (CUPE).

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Pubblicata una nuova comunicazione del MEF sullo stock del debito degli enti della P.A

Con una nota del 14 gennaio 2020 (http://crediticommerciali.mef.gov.it/CreditiCommerciali/home.xhtml), il MEF ha comunicato che sono state completate le procedure per la definizione dello stock del debito al 31/12/2019 nonché per il calcolo del tempo di pagamento e ritardo rilevato sulle fatture ricevute e scadute nel corso dell’anno 2019.

Accedendo alla voce di menu “Ricognizione debiti > Comunicazione debiti L. 145/2018”, la nuova funzionalità consentirà la visualizzazione e l’aggiornamento dei dati già comunicati relativi allo stock al 31/12/2018 e di comunicare e visualizzare i dati relativi allo stock al 31/12/2019.

In particolare, il Responsabile di ciascuna Amministrazione debitrice potrà:

– comunicare l’ammontare complessivo al 31/12/2019;

– visualizzare i dati rilevati dalla piattaforma relativi allo stock al 31/12/2019;

– visualizzare i tempi di pagamento e ritardo per le fatture ricevute e scadute nel 2019;

– scaricare le risultanze di dettaglio del debito e dei tempi.

Il sistema gestirà parallelamente l’aggiornamento dei dati dello stock al 31/12/2018 e al 31/12/2019 fino alla chiusura della rilevazione.

Alla luce delle modifiche normative introdotte nell’ultima legge di bilancio, con la quale è stata rinviata al 2021 l’applicazione delle misure di garanzia, gli enti nel corso del 2020 potranno continuare la verifica delle informazioni presenti nel sistema PCC al fine di allineare i dati alle loro risultanze contabili.

Nella schermata della nuova funzionalità sono presenti, oltre alle regole per il calcolo dell’importo scaduto rilevato da PCC, anche le regole per il calcolo dei tempi medi ponderati di pagamento e ritardo elaborati dal sistema PCC.

Per tutte le novità introdotte, è possibile consultare la “Raccolta guide utente PA” disponibile nella sezione guide nella Homepage del Sistema PCC.

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IVA al 4% e barriere architettoniche: i paletti dell’Agenzia delle Entrate

Il numero 41-ter) della Tabella A, parte II, allegata al Decreto IVA (DPR n. 633/972), prevede che siano assoggettate all’aliquota del 4% le “prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o aventi ad oggetto la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche”.

Come affermato dall’Agenzia delle Entrate nella consulenza giuridica n. 18 del 24 luglio 2019, le barriere architettoniche qui in discussione sono quelle descritte dall’art. 2 del D.M. 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche), attuativo dell’art. 1 della citata legge, ai sensi del quale sono tali:

a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;

b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature e componenti;

c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

In linea con quanto già affermato nella risoluzione n. 70/E del2012, l’Agenzia delle Entrate, con la recente risposta n. 3 del 13 gennaio 2020, ha confermato che la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o all’eliminazione delle barriere architettoniche può beneficiare dell’aliquota IVA ridotta del 4% nella misura in cui le stesse rispondano alle peculiarità tecniche indicate nel D.M. n. 236/1989: in sintesi, quindi, se l’opera concretamente realizzata non è rispettosa dei parametri tecnici previsti nel citato D.M., non sarà possibile godere dell’IVA agevolata al 4%.

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Il consigliere comunale non è legittimato a richiedere pareri alla Corte dei Conti

Il consigliere comunale non è fra i soggetti legittimati a richiedere alla Corte dei Conti pareri in materia di contabilità pubblica: è quanto affermato dai giudici contabili della sez. reg. di controllo per la Regione Sicilia nella delib. n. 175 del 19 novembre 2019.
Ricordiamo che, ai sensi dell’art.7, comma 8, dalla Legge n. 131/2003, la richiesta di pareri alla Corte viene avanzata, nel caso del Comune, tramite il Consiglio delle autonomie locali ovvero direttamente dal Sindaco, dal Commissario Prefettizio che esercita la funzioni del Sindaco o dal Consiglio Comunale per il tramite del Presidente.
Non si tratta di una novità: infatti, la Corte dei Conti, sez. reg. Abruzzo, con la delib. n. 98 dell’11 giugno 2018, aveva già ritenuto la mancanza della legittimazione in parola in capo al consigliere comunale.

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