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Scarsa riscossione a residuo: il warning della Corte dei conti

Una scarsa riscossione a residuo non incide soltanto sull’effettiva disponibilità di cassa, ma si riflette direttamente sulla determinazione del risultato di amministrazione, con il rischio di una sua sovrastima rispetto all’effettiva consistenza patrimoniale dell’ente: è quanto evidenziato dalla Corte dei conti, sez. reg. di contr. Emilia-Romagna, nella delib. n. 133/2026/PRSE, depositata il 19 ottobre 2026.

Nel caso specifico, la riscossione a residuo presentava una percentuale di riscossione pari al 36,58% al titolo I e al 26,16% al titolo III, dati che si collocavano al di sotto della soglia di adeguatezza generalmente ritenuta accettabile ai fini di una sana gestione finanziaria.

La Corte ha anche ricordato che una scarsa riscossione a residuo costituisce un fattore di rischio per la corretta gestione dei saldi di cassa vincolata.