Il superamento di un solo parametro di deficitarietà è già un indice di allarme sulla tenuta dei conti
Il superamento anche di uno solo dei parametri di deficitarietà costituisce un indice di allarme sulla tenuta dei conti in termini di sana, prudente e corretta gestione finanziaria: è quanto ribadito dalla Corte dei conti, sez. reg. di contr. Basilicata, nella delib. n. 112/2026/PRSE, depositata il 12 ottobre 2026.
Nel caso specifico, il parametro non rispettato era il n. 2.8 (Incidenza degli incassi delle entrate proprie sulle previsioni definitive di parte corrente), che presentava un valore inferiore al minimo previsto del 22%; i giudici hanno ricordato che tale indicatore “riveste un ruolo decisivo per la solidità finanziaria dell’ente, specialmente nel lungo periodo, in quanto un valore inferiore alla soglia potrebbe tradursi in una dipendenza eccessiva da trasferimenti statali/regionali ovvero da altre fonti di finanziamento esterne, riducendo in tal modo l’autonomia finanziaria del comune … Il ridetto indice esprime, altresì, la capacità di prevedere accuratamente le entrate, aspetto indispensabile per la redazione di un bilancio previsionale veritiero e corretto che dovrà necessariamente basarsi su stime realistiche e attendibili delle entrate proprie. Di talché, se l’incidenza degli incassi delle entrate proprie è limitata, può essere indicativa di una previsione errata o di una scarsa capacità di riscossione” (cfr. sez. reg. di contr. Sardegna, delib. n. 149/2025/PRSE; sez. reg. di contr. Sardegna, delib. n. 42/2026/PRSE).