1

Pignoramenti dello stipendio nella CU e nel modello 770

di Enzo Cuzzola

 

In vista della scadenza del modello 770/2026, le ragionerie devono controllare anche le somme pagate ai creditori dei dipendenti. Il termine ordinario del 31 ottobre cade di sabato e slitta a lunedì 2 novembre 2026. La dichiarazione riguarda l’anno 2025.

Partiamo dal caso più comune: il Comune trattiene una quota dello stipendio di un dipendente e la versa al soggetto che ha promosso il pignoramento. Il dipendente è il debitore principale; chi riceve il pagamento è il creditore pignoratizio; il Comune è il terzo pignorato.

La CU del dipendente

Il Comune continua a tassare e certificare la retribuzione secondo le regole ordinarie. La quota pignorata non riduce il reddito imponibile del dipendente: serve a pagare un suo debito.

Per esempio, con uno stipendio netto di 2.000 euro e una trattenuta di 400 euro, il dipendente riceve 1.600 euro e i restanti 400 euro sono destinati al pignoramento. Il minore accredito sul conto non comporta una riduzione del reddito da indicare nella sua CU. Le ritenute ordinarie si calcolano sull’imponibile fiscale determinato secondo legge, non sul lordo indistintamente considerato.

Se il creditore è una persona fisica

Il Comune rilascia al creditore una distinta CU, compilando la sezione «Somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi». La CU è intestata al creditore; il codice fiscale del dipendente debitore va negli appositi campi.

I punti 101 e 105 identificano il debitore principale; i punti 102 e 106 riportano le somme assoggettate a ritenuta; i punti 103 e 107 le ritenute operate; i punti 104 e 108 le somme pagate senza ritenuta.

La ritenuta del 20%, quando dovuta, è un acconto dell’Irpef del creditore, distinto dalle imposte sullo stipendio del dipendente. Per esempio, su 1.000 euro interamente soggetti a questo prelievo, il Comune paga 800 euro al creditore e versa 200 euro all’Erario: nella CU indica 1.000 euro nel punto 102 e 200 euro nel punto 103.

L’assenza della ritenuta non esclude, da sola, la certificazione del pagamento. Per stabilire se applicarla occorre considerare la natura delle somme e le condizioni indicate dalla circolare 8/E/2011, acquisendo la documentazione che giustifica l’eventuale esclusione.

Se il creditore è una società finanziaria

Quando il creditore è una persona giuridica, come una banca o una finanziaria costituita in società di capitali, il Comune comunica il pagamento nella sezione II del quadro SY del modello 770, anziché nella CU dedicata ai pignoramenti.

Nei righi da SY7 a SY11 si indicano il codice fiscale del dipendente debitore nel punto 1, quello del creditore nel punto 2 e le somme erogate nel punto 3.

Per esempio, se nel 2025 il Comune ha pagato a una finanziaria 4.800 euro trattenuti sullo stipendio del dipendente, comunica nel quadro SY i due codici fiscali e l’importo di 4.800 euro. Non applica la ritenuta del 20% al creditore soggetto Ires, ma deve comunque comunicare il pagamento.

La sezione I del quadro SY riguarda invece il debitore principale. Il Comune che paga il creditore del proprio dipendente opera come terzo erogatore: non deve compilare entrambe le sezioni per il solo fatto di essere sostituto d’imposta.

Il mantenimento del coniuge

Se il Comune conosce la natura delle somme destinate al mantenimento periodico del coniuge, applica le ordinarie ritenute previste per questo reddito e rilascia al coniuge beneficiario la CU lavoro dipendente e assimilati, indicando il codice Z2 nelle categorie particolari. Questi importi non vanno nella sezione della CU dedicata ai pignoramenti né nel quadro SY. Il mantenimento dei figli ha un diverso trattamento: non costituisce reddito del beneficiario.

I versamenti ad Agenzia delle entrate Riscossione

Le procedure promosse dall’agente della riscossione sono escluse dagli adempimenti della speciale disciplina fiscale dei pignoramenti, secondo il paragrafo 6 della circolare 8/E/2011. Per tali versamenti non si applica la ritenuta del 20% e non si compila, a questo titolo, la CU o il quadro SY. Restano gli ordinari adempimenti sullo stipendio del dipendente.

Il controllo prima dell’invio

Per ogni procedura l’ufficio deve verificare chi ha ricevuto le somme, quanto è stato effettivamente pagato nel 2025 e quali ritenute sono state applicate, confrontando i dati con CU, versamenti fiscali e modello 770.

Le somme soltanto accantonate, ancora custodite in attesa dell’assegnazione, non sono pagamenti al creditore. Inoltre, inserire un dato nel 770 non sostituisce una CU dovuta: un’omissione o un errore nella certificazione va corretto con la relativa procedura.

Riferimenti: articolo 21, comma 15, legge 449/1997; provvedimento Agenzia delle Entrate 3 marzo 2010, n. 34755; circolare 2 marzo 2011, n. 8/E, paragrafi 1.2–1.4, 2 e 6–7; istruzioni CU 2026, pagina 88; istruzioni modello 770/2026, pagine 61–62.