L’anticipazione di tesoreria non deve tramutarsi in misura di costante indebitamento

L’anticipazione di tesoreria costituisce uno strumento ordinario a disposizione degli enti per fronteggiare le fisiologiche esigenze di cassa dovute alla discrasia temporale che può verificarsi tra il momento delle riscossioni e quello dei pagamenti ma non deve tramutarsi in misura di costante indebitamento: è quanto ribadito dalla Corte dei conti, sez. reg. di contr. Abruzzo, nella delib. n. 50/2026/PRSP, depositata il 26 marzo 2026.

Il frequente ricorso all’anticipazione di tesoreria è diretta conseguenza delle criticità sopra evidenziate rappresentate, da un lato da una non corretta programmazione delle spese in relazione all’esigibilità dell’entrata secondo le regole della competenza finanziaria potenziata, dall’altro dalla necessità di procedere ad attenta verifica, revisione e conseguente tempestiva riscossione dei residui attivi.

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