L’anticipazione di tesoreria è una forma di finanziamento a breve termine, a cui l’ente locale dovrebbe ricorrere per rimediare a momentanei problemi di liquidità, considerato che l’utilizzo di questo strumento ha, dunque, carattere eccezionale e avviene nei casi in cui la gestione del bilancio ha generato, principalmente in conseguenza della mancata sincronizzazione tra il flusso delle entrate e la decorrenza dei pagamenti, temporanee carenze di cassa in rapporto ai pagamenti da effettuare in un dato momento: è quanto ribadito dalla Corte dei conti, sez. reg. di contr. Abruzzo, nella delib. n. 191/2025/PRSP, depositata il 24 ottobre 2025.
Di converso, il reiterato ricorso ad anticipazioni di tesoreria non integralmente restituite a fine esercizio rischia di tramutarsi in un mezzo ordinario e fisiologico di gestione per il pagamento delle spese, indice di latenti e reiterati squilibri nella gestione finanziaria, non riconducibili al mero disallineamento temporale tra incassi e pagamenti.
Il fenomeno potrebbe mascherare, altresì, forme di finanziamento a medio o lungo termine, con conseguente elusione dell’art. 119 Cost., che consente di ricorrere ad indebitamento solo per finanziare le spese di investimento.




