La disciplina sui tempi di pagamento è funzionale al mantenimento degli equilibri programmati, cosicché il rispetto delle tempistiche previste dalla legge per l’adempimento delle obbligazioni assunte dagli Enti si pone, in definitiva, quale elemento fondamentale nell’ottica di una sana e prudente gestione del bilancio: è quanto affermato dalla Corte dei conti, sez. reg. di contr. Basilicata, nella delib. n. 119/2025/PRSE, depositata il 14 ottobre 2025.
I giudici hanno ricordato che l’art. 4 del d.lgs. n. 231/2002 individua in 30 o 60 giorni (salvo che non sia diversamente pattuito) l’arco temporale entro cui gli enti pubblici devono provvedere all’adempimento delle obbligazioni; l’eventuale superamento del termine determina il decorso, senza la necessità della costituzione in mora, degli interessi moratori.
Senza dimenticare, inoltre, che la riduzione dei tempi di pagamento costituisce una delle riforme abilitanti del PNRR, Riforma 1.11 del PNRR “Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie”(precise indicazioni sulle modalità e sugli organi tenuti a garantire il rispetto della tempistica fissata a livello europeo sono contenute nella circolare della RGS-MEF n. 17 del 9 aprile 2024).
La Corte ha ribadito, altresì, che la lentezza nell’adempimento delle obbligazioni passive ha ricadute negative sul bilancio in considerazione dell’accumulo irrituale e incontrollato dei residui passivi e della corresponsione di eventuali interessi legali di mora ai creditori insoddisfatti (cfr. sez. reg. di contr. Basilicata, delib. n. 30/2021/PRSE).





