Inerzia nella gestione dei canoni dovuti: c’è responsabilità erariale

Genera responsabilità erariale la prolungata inerzia del responsabile nel pretendere dal terzo locatario di un immobile pubblico il pagamento dei canoni insoluti e, quindi, nell’adottare le opportune azioni per fronteggiare l’inadempienza: è quanto affermato dalla Corte dei conti, sez. giurisdizionale Lazio, nella sent. n. 669/2021, depositata lo scorso 10 settembre.

Nel caso specifico, nonostante la morosità prolungata e la sporadicità dei pagamenti effettuati dal locatario (vi erano stati solo sette pagamenti mensili in un triennio), il responsabile dell’ente pubblico proprietario del bene ometteva qualunque attività utile per il recupero del dovuto.

I giudici hanno evidenziato che, se vi fosse stata la tempestiva contestazione dell’inadempimento, sarebbe stato possibile veder cessare la morosità o, altrimenti, tutelare l’ente sollecitamente in via giudiziale, ottenendo almeno il rilascio del compendio immobiliare.

Inoltre, ad ulteriore conferma del comportamento gravemente colposo del responsabile, la Corte ha segnalato che, subito dopo la nomina di un nuovo responsabile, l’inerzia del locatario era cessata a seguito di sollecito di pagamento prontamente adottato: tale circostanza avvalora il profilo di colpa grave del precedente responsabile, condannato a rifondere all’ente pubblico, in via equitativa, i due terzi del canone mensile dovuto dal locatario per i tre anni di mancato pagamento.

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