Mancata conciliazione debiti/crediti fra Comune e partecipate: il warning della Corte dei conti

La conciliazione dei debiti e crediti in essere tra il Comune e le sue partecipate è un preciso obbligo informativo, parte integrante della relazione sulla gestione allegata al rendiconto: è quanto ribadito dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per l’Abruzzo, nella delib. n. 309/2021/PRSE, depositata lo scorso 8 settembre.

Ribadendo un noto principio già espresso dalla Sezione delle Autonomie nella delib. n. 23/SEZAUT/2018, i giudici contabili hanno ricordato che rientra nella responsabilità dell’organo esecutivo dell’Ente territoriale illustrare gli esiti della verifica dei debiti e crediti reciproci con i propri Enti strumentali e società controllate/partecipate, fermo restando che l’obbligo di asseverazione deve ritenersi posto a carico degli organi di revisione sia degli Enti territoriali sia degli organismi controllati/partecipati, per garantire una piena attendibilità dei rapporti debitori e creditori (deliberazione n. 2/SEZAUT/2016/QMIG).

In caso di eventuali discordanze, motivate nella nota informativa, è lo stesso organo esecutivo dell’ente che deve assumere senza indugio, e comunque non oltre il termine dell’esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie, nell’ambito dei poteri di indirizzo e di controllo che sono intestati agli enti controllanti/partecipanti”.

Al riguardo, inoltre, è stato rilevato come l’incertezza dei rapporti economico-finanziari tra l’Ente ed i suoi organismi partecipati si pone in contrasto con i principi di sana gestione sotto il profilo del rischio per gli equilibri di bilancio. La corretta rilevazione delle reciproche poste creditorie e debitorie risulta funzionale a salvaguardare gli equilibri finanziari, posto che attenua il rischio di emersione di passività latenti, suscettibili di tradursi in un esborso finanziario.

 

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