I flussi informativi in BDAP devono essere corretti

La trasmissione dei dati previsti alla BDAP non rappresenta un mero adempimento a fini statistici ma, riveste una fondamentale funzione di verifica, visto che tali banche dati – per la realizzazione e la manutenzione delle quali si impiegano ingenti risorse – sono strumenti di monitoraggio e controllo ai fini del coordinamento della finanza pubblica e le informazioni ivi presenti sono alla base delle decisioni di politica finanziaria: è quanto ribadito dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per il Veneto, nella delib. n. 159/2021/PRSE, depositata lo scorso 23 agosto, richiamando un principio già espresso dalla Sezione delle Autonomie con la delib. n. 12/SEZAUT/2019/INPR.

Conseguentemente, dopo aver riscontrato incongruenze tra i dati riportati nella BDAP e quelli valorizzati nei documenti della RGS ai fini della verifica del rispetto del saldo-obiettivo (nel caso specifico, in un esercizio dai dati RGS non risulta l’applicazione dell’avanzo in conto capitale anche se viene riportato il dato relativo agli spazi finanziari acquisiti, finalizzati alle spese finanziate con avanzo), i giudici contabili hanno richiamato l’attenzione sull’importanza della correttezza dei flussi informativi nella BDAP e nelle altre banche dati pubbliche, sollecitando al contempo tutti gli organi, a vario titolo coinvolti nella costruzione e redazione dei documenti di bilancio e dei connessi adempimenti, a porre maggiore attenzione ed accortezza nell’espletamento di dette funzioni.

 

 

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