La valutazione della Corte dei conti sul piano di riequilibrio è giurisdizionale e non amministrativa

La valutazione delle sezioni regionali della Corte dei conti sulla congruità o meno del piano di riequilibrio finanziario pluriennale ha natura giurisdizionale e non amministrativa, che trova la sua conclusione in una sentenza impugnabile dinanzi alle sezioni riunite della Corte in speciale composizione: è quanto evidenziato dai giudici contabili nella sent. n. 8/2021/EL, depositata lo scorso 26 luglio.

Le Sezioni regionali della Corte dei conti, infatti, come più volte ribadito dalla giurisprudenza costituzionale, sono espressione di una magistratura neutrale e indipendente cui la legge statale ha affidato, sulla base dell’art. 100, comma 2, della Costituzione, il controllo di legittimità e regolarità della gestione finanziaria degli enti territoriali a garanzia dell’equilibrio di bilancio elevato a valore costituzionale (cfr. Corte Costituzionale, sent. n. 228/2017). Si tratta, più precisamente, di un controllo svolto da un soggetto indipendente e neutrale che si risolve in un giudizio obiettivo sulla conformità di atti gestionali a determinati parametri normativi e tanto basta per escluderne la natura amministrativa e renderlo assimilabile ad una attività di tipo giurisdizionale.

Di conseguenza, nei confronti della sezione regionale di controllo chiamata a pronunciarsi sul piano di riequilibrio non sono configurabili né obblighi partecipativi previsti dalla legge sul procedimento amministrativo (quali, ad esempio, il preavviso di rigetto) né obblighi collaborativi diversi dalle richieste istruttorie formulate dalla sezione e neppure l’ulteriore obbligo di richiedere misure correttive prima della pronuncia definitiva di diniego.

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