Incarico ex art. 110 del TUEL: servono procedura comparativa e assenza professionalità interne

Deve ravvisarsi responsabilità erariale in capo al Sindaco e ai componenti della Giunta che conferiscono un incarico ex art. 110 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) in assenza della verifica circa la non presenza, in seno all’ente, delle specifiche professionalità e senza l’aver espletato alcuna forma di selezione comparativa: è quanto affermato la Corte dei conti, sez. giurisdizionale Molise, nella recente sent. n. 40/2021, depositata lo scorso 4 giugno.

I giudici hanno ricordato che il fenomeno dell’esternalizzazione dell’impiego pubblico conosce diverse sfaccettature e si ricollega, in parziale parallelismo con quanto accade nel settore privato, ad un’ampia serie di opzioni contrattuali, puntualmente disciplinate dalla legge. Senza pretesa di elencare esaustivamente le singole fattispecie, può tentarsi una macro-classificazione riconducendole a tre categorie generali:

  • gli incarichi di consulenza e studio (anche nella forma della collaborazione cd. a progetto), che trovano una sistemazione normativa di principio nell’art. 7 del cd. Testo Unico sul Pubblico Impiego di cui al Decreto Legislativo n. 165/2001 (TUPI);
  • gli incarichi dirigenziali (o di alta professionalità, ad essi assimilabili) con contratto di lavoro a tempo determinato, di cui si rinviene traccia nell’art. 19 del TUPI e nell’art. 110 del TUEL;
  • i rapporti lavorativi di diretta collaborazione con gli Organi di direzione politica (cd. incarichi di staff) che per gli Enti Locali trovano generale inquadramento nell’art. 90 del TUEL.

A tutte dette fattispecie è sotteso, sebbene variamente declinato, il principio costituzionale della selezione comparativa (funzionale a garantire condizioni di parità nell’accesso ai pubblici impieghi e, all’Amministrazione, le migliori risorse lavorative disponibili), nonché un atteggiamento legislativo volto ad imprimere loro carattere eccezionale e temporalmente delimitato, con finalità di contenimento della spesa pubblica e di prevenzione di possibili fenomeni clientelari.

 

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