Accordo di collaborazione tra P.A. e consorzio universitario: trattamento IVA delle somme erogate

È dovuta l’IVA sulle somme erogate sulla base di un accordo di collaborazione tra una pubblica amministrazione ed un consorzio universitario se tra le parti sono previste prestazioni corrispettive e dette somme sono correlate a queste ultime: è il principio ribadito dall’Agenzia delle Entrate con risposta ad istanza di interpello n. 226 del 1° aprile 2021.

Ed infatti, secondo l’art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, “costituiscono prestazioni di servizi le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato, spedizione, agenzia, mediazione, deposito e in genere da obbligazioni di fare, di non fare e di permettere quale ne sia la fonte”.

L’Agenzia, in diversi documenti di prassi, ha chiarito che, in linea generale, un contributo assume rilevanza ai fini IVA se erogato a fronte di un obbligo di dare, fare, non fare o permettere, ossia quando si è in presenza di un rapporto obbligatorio a prestazioni corrispettive (cfr. circolare 21 novembre 2013, n. 34/E e risoluzioni 16 febbraio 2005, n. 21/E e 27 gennaio 2006, n. 16/E).

Nel caso specifico, sulla base dell’interpretazione dell’accordo fra le parti, secondo l’Agenzia si instaurava un rapporto giuridico nell’ambito del quale avviene uno scambio di prestazioni sinallagmatiche, nel quale il compenso ricevuto dall’autore di tale prestazione costituisce il controvalore effettivo del servizio fornito al beneficiario, con conseguente sussistenza del presupposto oggettivo dell’IVA di cui al citato art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972.

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