Il Comune può revocare la gara per sopraggiunte difficoltà finanziarie

Il Comune è legittimato a revocare la gara per sopraggiunte difficoltà finanziarie che hanno determinato il venir meno delle somme originariamente previste: in tal senso si è espresso il Consiglio di Stato, sez. V, nella sent. 13 luglio 2020, n. 4514.

Si tratta della conferma di un orientamento consolidato: ed infatti, in precedenza la giurisprudenza aveva affermata la legittimità della revoca in tale circostanza, alla stregua del  paradigma normativo dell’art. 21 quinquies della Legge n. 241/1990 in materia di revoca del provvedimento amministrativo, precisando che “le sopravvenute difficoltà finanziarie possono legittimamente fondare provvedimenti di ritiro in autotutela di procedure di gara, benché queste siano giunte all’aggiudicazione definitiva (in questo senso, da ultimo, Sez. V, 29 dicembre 2014, n. 6406, in precedenza: Sez. IV, 14 gennaio 2013, n. 156; Sez. V, 2 maggio 2013, n. 2400), e fino a che il contratto non sia stato stipulato (Ad. plen. 20 giugno 2014, n. 14). La perdita della copertura finanziaria rappresenta infatti una circostanza che legittimamente può indurre l’amministrazione a rivalutare i motivi di interesse pubblico sottesi all’affidamento di un contratto e dunque riconducibile alla principale ipotesi di revoca di provvedimenti amministrativi” (Consiglio di Stato, sez. V, sent. 21 aprile 2015, n. 2013; sent. 6 novembre 2017, n. 5091).

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