L’affidamento dell’attività di supporto alla gestione delle entrate comunali è di natura intellettuale

L’affidamento dell’attività di supporto alla gestione delle entrate comunali è di natura intellettuale: è quanto affermato dal Consiglio di Stato, sez. V, nella sent. 26 giugno 2020, n. 4098.

Nel caso specifico, la gara riguardava la bonifica e l’aggiornamento delle banche dati e la gestione dello sportello fisico e virtuale dei contribuenti, il supporto alla riscossione e alla rendicontazione per quanto concerneva la gestione ordinaria, il supporto alla gestione del recupero degli importi non versati volontariamente nonché alla lotta all’evasione ed all’esclusione, ivi compresa la relativa attività di riscossione, anche coattiva per quanto concerneva la gestione straordinaria ed infine il supporto alla gestione degli istituti deflattivi del contenzioso, ivi compreso il reclamo e la mediazione, della fase del precontenzioso e del contenzioso; il tutto in relazione ai tributi comunali, imposta municipale propria (Imu), tributo per i servizi indivisibili (Tasi), tassa sui rifiuti (Tari) imposta comunale sulla pubblicità (lcp), canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), canoni idrici e canoni patrimoniali.

La qualificazione del servizio in termini di natura intellettuale ha un’importante conseguenza pratica: ai sensi dell’art. 95 comma 10 del Codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo n. 50/2016), infatti, nell’offerta economica l’operatore non deve indicare i propri costi della manodopera né gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

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