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La proroga tecnica è limitata al tempo necessario per individuare il nuovo affidatario

La proroga tecnica di un contratto in essere è legittima se limitata al tempo necessario per poter individuare il nuovo affidatario: è quanto affermato dal TAR Toscana, sez. I, nella sent. 4 febbraio 2020, n. 158.
Si tratta di un principio coerente con quanto disposto dall’art. 106, comma 11, del Codice dei contratti pubblici n. 50/2016, il quale dispone espressamente che “la proroga è limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo contraente. In tal caso il contraente è tenuto all’esecuzione delle prestazioni previste nel contratto agli stessi prezzi, patti e condizioni o più favorevoli per la stazione appaltante”.
I giudici hanno ricordato che la proroga, finalizzata ad evitare la possibile interruzione del servizio, deve essere disposta mentre il contratto originario è ancora in essere.

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Manocalzati (AV): supporto formativo all’Ufficio Finanziario ai fini dell’elaborazione del Bilancio di previsione 2020/2022

Il comune di Manocalzati (AV) ha affidato alla Interdata Cuzzola srl il servizio di supporto formativo all’Ufficio finanziario per la redazione del bilancio di previsione 2020/2022.
In particolare, i nostri professionisti alla luce delle nuove disposizioni normative dettate dalla Legge di Bilancio 2020, supporteranno gli uffici interessati nell’elaborazione del documento previsionale che dovrà essere presentato in Consiglio e approvato entro il 31 marzo.

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Rocca San Felice (AV): supporto risposta Corte dei Conti

Il Comune di Rocca San Felice (AV) al fine di ottemperare nel modo corretto, ed entro i termini di legge, all’obbligo di rispondere alla Sezione Regionale della Corte dei Conti, ha affidato ad Interdata Cuzzola Srl, il servizio di supporto formativo finalizzato alla redazione degli atti e delle comunicazioni necessarie nei rapporti con la Corte dei conti.

In particolare, i nostri professionisti, si occuperanno di analizzare le richieste formulate dalla Corte dei Conti, indicando i conseguenti adempimenti dovuti e supportando l’Ente nella predisposizione degli atti e nella collazione degli allegati da trasmettere ai giudici contabili

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Disponibili le istruzioni operative per il censimento periodico delle partecipazioni

Le istruzioni operative e la documentazione utile per il censimento e la revisione periodica delle partecipazioni delle PP.AA. al 31/12/2018 sono già disponibili sul sito del Dipartimento del Tesoro e nella home-page dell’applicativo Partecipazioni (area riservata ai soli utenti abilitati) del Portale Tesoro https://portaletesoro.mef.gov.it.
Si tratta di un adempimento previsto dall’art. 20, commi 1, 2 e 4, del Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica – TUSP)
L’avvio della rilevazione sarà comunicato a breve attraverso avvisi sul sito del Dipartimento del Tesoro sull’home-page del Portale Tesoro, nonché invio di email ai responsabili e utenti registrati per l’applicativo Partecipazioni.
Si ricorda che le Amministrazioni non ancora registrate devono procedere con l’individuazione di un responsabile per la comunicazione dei dati, che dovrà accreditarsi sul Portale Tesoro.

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Il secondo box pertinenziale non può godere dell’agevolazione “prima casa”

Non può godere dell’agevolazione “prima casa” per un secondo box pertinenziale chi ne ha già usufruito in passato per il primo box: è quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta ad interpello n. 66 del 20 febbraio 2020.
L’art. 1, comma 1, della Tariffa – parte prima- allegata al DPR n. 131/1986, prevedendo l’applicazione dell’imposta di registro agli “Atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere”, stabilisce che se il trasferimento ha per oggetto case di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis l’imposta si applica con l’aliquota del 2%.
Il comma 3 del medesimo art. 1 prevede che “Le agevolazioni di cui al comma 1, spettano per l’acquisto, anche se con atto separato, delle pertinenze dell’immobile”. Inoltre, lo stesso comma stabilisce che “Sono ricomprese tra le pertinenze, limitatamente ad una per ciascuna categoria, le unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, che siano destinate a servizio della casa di abitazione oggetto dell’acquisto agevolato”.
Secondo l’Agenzia, ribadendo sul punto quanto precisato con la circolare n. 19/E del 01/03/2001, qualora oggetto dell’atto di trasferimento sia una pertinenza della casa di abitazione acquistata usufruendo dei benefici tributari c.d. “prima casa” e la pertinenza stessa sia classificata o classificabile nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, l’agevolazione è ammessa limitatamente ad una sola pertinenza per ciascuna categoria.
Tale indicazione è contenuta anche nella circolare 12 agosto 2005, n. 38/E e nella risoluzione 20 giugno 2007, n. 139/E, dove, con riferimento alle pertinenze concernenti unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2,C/6 e C/7 che siano destinate a servizio della casa di abitazione oggetto dell’acquisto agevolato, si afferma che le stesse sono ricomprese nell’agevolazione “prima casa”,”…limitatamente ad una per ciascuna categoria…”, come previsto dal citato comma 3.
Tale locuzione, che limita la portata dell’agevolazione con riferimento aspecifiche categorie catastali relative alle pertinenze, evidenzia che il legislatore ha posto un vincolo di natura oggettiva alla fruizione del beneficio tributario in esame. In tal senso, circoscrivendo l’ambito oggettivo delle pertinenze immobiliari si è inteso evitare che il beneficio fiscale in esame potesse trovare nuovamente applicazione in caso di un ulteriore acquisto di pertinenza classificata con la medesima categoria catastale di altra già acquistata usufruendo dell’agevolazione “prima casa”.
La verifica della sussistenza dei suddetti requisiti deve essere effettuata, in assenza di norme che dispongano diversamente, al momento della stipula dell’atto di acquisto.

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Niente imposta di bollo sui documenti scolastici

Segnaliamo il principio di diritto n. 3 del 20 febbraio 2020 dell’Agenzia delle Entrate, nel quale è stata ribadita l’esenzione del bollo, ai sensi dell’art. 11 della Tabella al DPR n. 642/1972, degli “atti e documenti necessari per l’ammissione, frequenza ed esami nella scuola dell’obbligo, in quella materna e negli asili nido; pagelle attestati e diplomi rilasciati dalle scuole medesime”.
In argomento, è utile ricordare anche l’art. 7, comma 5, della Legge n. 405/1990 (Legge Finanziaria 2001), secondo cui sono esenti dall’imposta di bollo “gli atti e documenti concernenti l’iscrizione, la frequenza e gli esami nell’ambito dell’istruzione secondaria di secondo grado, comprese le pagelle, i diplomi, gli attestati di studio e la documentazione similare”. Detta disposizione è stata recepita dalla disciplina dell’imposta di bollo, contenuta nel DPR n. 642/1972: infatti, al punto 2, lettera e) della nota in calce all’art. 4 della tariffa, parte Prima, è stabilito che “Sono esenti dall’imposta (…) atti e documenti relativi all’istruzione secondaria di 2° grado” (cfr. Ris. 142/E del 2005).
Infine, segnaliamo anche l’art. 200, comma 7, del Decreto Legislativo n. 297/1994 (Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), secondo cui “Sono dispensati (…) dalle tasse scolastiche, nonché dall’imposta di bollo gli alunni e i candidati che appartengono a famiglie di disagiata condizione economica e rientrino in una delle seguenti categorie: a) Orfani di guerra, di caduti per la lotta di liberazione, di civili caduti per fatti di guerra, di caduti per causa di servizio o di lavoro; b) Figli di mutilati o invalidi di guerra o per la lotta di liberazione, di militari dichiarati dispersi, di mutilati o di invalidi civili per fatti di guerra, di mutilati o invalidi per causa di servizio o di lavoro; c) Ciechi civili”.

Comune di Scandale - Nuovo stemma

Scandale (KR): servizio supporto Corte dei Conti

 

Il Comune di Scandale (KR) al fine di ottemperare nel modo corretto, ed entro i termini di legge, all’obbligo di rispondere alla Sezione Regionale della Corte dei Conti, ha affidato ad Interdata Cuzzola Srl, il servizio di supporto formativo finalizzato alla redazione degli atti e delle comunicazioni necessarie nei rapporti con la Corte dei conti.

In particolare, i nostri professionisti, si occuperanno di analizzare le richieste formulate dalla Corte dei Conti, indicando i conseguenti adempimenti dovuti e supportando l’Ente nella predisposizione degli atti e nella collazione degli allegati da trasmettere ai giudici contabili

È soggetta ad imposta di bollo la fattura del libero professionista all’associazione sportiva dilettantistica riconosciuta dal CONI

 

 

La fattura del libero professionista ad un’associazione sportiva dilettantistica riconosciuta dal CONI è soggetta all’imposta di bollo, nella misura di 2 euro, fin dall’origine, se l’importo supera i 77,47 euro: è quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate con la recente risposta ad interpello n. 67 del 20 febbraio 2020.

Come è noto, l’art. 1 del d.P.R.  26 ottobre 1972, n. 642, dispone che “Sono soggetti all’imposta (…) gli atti, documenti e registri indicati nell’annessa tariffa”, mentre l’Allegato B a detto decreto, denominato “Tabella”, contiene l’elencazione di “Atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto”.

Al riguardo, l’art. 27-bis di detto Allegato B, come modificato dall’art. 1, comma 646, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di bilancio 2019) prevede l’esenzione  per  gli “atti, documenti, istanze, contratti, nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) nonché dalle federazioni sportive, dagli enti di promozione sportiva e dalle associazioni e società sportive dilettantistiche senza fine di lucro riconosciuti dal CONI “.

Con riferimento all’emissione di fattura nei confronti di una associazione sportiva dilettantistica, gli esperti dell’Agenzia hanno ricordato che, ai sensi dell’art. 21 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, per ciascuna operazione imponibile “il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio emette fattura, (…), o, ferma restando la sua responsabilità, assicura che la stessa sia emessa, per suo conto, dal cessionario o dal committente ovvero da un terzo”. Tale disposizione evidenza che il libero professionista è obbligato per legge ad emettere il predetto documento contabile nei confronti dell’associazione sportiva dilettantistica, anche in assenza di esplicita richiesta da parte dell’associazione medesima. Tale circostanza porta ad escludere che le fatture possano rientrare tra gli “atti, documenti, (…), certificazioni, (…) richiesti (…) dalle associazioni (…) sportive dilettantistiche” di cui al citato art. 27- bis della Tariffa.

Più precisamente, tale fattura rientra nel campo applicativo dell’art. 13, n. 1, della Tariffa allegato A, parte I, annessa al DPR n. 642  del 1972, il quale prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di Euro 2,00 per ogni esemplare per le “Fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi; ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria“.

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L’amministratore locale lavoratore a tempo determinato non può percepire l’indennità in misura piena

 

Il lavoratore a tempo determinato non può ricevere l’indennità in misura piena prevista per gli amministratori dall’art. 82 comma 1 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000), in quanto, risultando oggettivamente tenuto a proseguire nel proprio rapporto di lavoro, non potrebbe assolvere all’incarico a tempo pieno e in forma esclusiva e, inoltre, si troverebbe a percepire per intero sia l’indennità di funzione sia il trattamento stipendiale: è quanto chiarito dalla Corte dei Conti, sez. reg. di controllo Sardegna, nel parere n. 8 del 18 febbraio 2020.

Secondo i giudici, riconoscere l’intera indennità nel caso del lavoratore a tempo determinato si risolverebbe in una ingiustificata corresponsione di pubblici emolumenti, esponendo ad un improprio esborso di pubbliche risorse e, ulteriormente, concretizzerebbe una ingiustificata discriminazione tra la situazione dell’amministratore in aspettativa non retribuita, con diritto a percepire la sola indennità di funzione e quella dell’amministratore/lavoratore a termine che percepirebbe oltre all’indennità in misura piena il proprio trattamento stipendiale.

In conclusione, tenuto conto che l’amministratore lavoratore a termine conserva il diritto a percepire sia il proprio intero trattamento stipendiale sia l’indennità nella misura dimezzata, non si individua alcuna compromissione del diritto al mantenimento.

 

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Arconet chiarisce sulla trasmissione documenti del rendiconto alla BDAP per i piccoli Comuni

 

 

Con la FAQ n. 36 pubblicata lo scorso 14 febbraio, la Commissione Arconet ha chiarito che i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che nel 2019, in attuazione dell’art. 232, comma 2, del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000), non hanno tenuto la contabilità economico patrimoniale, non devono trasmettere alla BDAP i seguenti allegati e documenti contabili relativi al rendiconto 2019:

  • il conto economico,
  • l’allegato h) concernente i costi per missione,
  • i moduli economici e patrimoniali del piano dei conti integrato.

Dovrà, invece, essere trasmesso lo stato patrimoniale semplificato, redatto secondo lo schema di cui al DM 11 novembre 2019.

 

 

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