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Dal 2020 gli ordinativi di pagamento su SICOGE dovranno essere firmati digitalmente

Con la circolare n. 30/2019, pubblicata lo scorso 19 novembre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato che, a partire dal 1° gennaio 2020, gli ordinativi di pagamento dovranno essere firmati digitalmente sul sistema SICOGE prima dell’invio al competente ufficio di controllo per il seguito di competenza: conseguentemente, dalla predetta data, su SICOGE (Sistema per la gestione integrata della contabilità economico patrimoniale) la funzione “firma e invio in Ragioneria” richiederà univocamente l’utilizzo della firma digitale.

ANAC

Anticorruzione: pubblicato il PNA 2019-2021

È stato pubblicato sul sito dell’ANAC il nuovo Piano Nazionale Anticorruzione 2019-2021 (delibera n. 1064 del 13 novembre 2019), con cui l’Autorità ha rivisto e consolidato in un unico atto di indirizzo tutte le indicazioni fornite fino ad oggi, integrandole con orientamenti maturati nel corso del tempo.
L’obiettivo è di rendere il PNA uno strumento di lavoro utile per chi, a vari livelli, è chiamato a sviluppare ed attuare le misure di prevenzione della corruzione.

Sono stati previsti tre allegati:

  • il primo relativo alle indicazioni metodologiche per la gestione dei rischi corruttivi;
  • il secondo in materia di rotazione “ordinaria” del personale;
  • il terzo relativo ai riferimenti normativi sul ruolo e sulle funzioni del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT).

 

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Società partecipate: disponibili gli indirizzi per il censimento e la revisione periodica

Sono state pubblicate, lo scorso 21 novembre, gli indirizzi della Struttura di monitoraggio (incardinata presso il Dipartimento del Tesoro) sugli adempimenti delle PA per il censimento e la revisione periodica delle partecipate, consultabili al seguente indirizzo

(http://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/programmi_cartolarizzazione/patrimonio_pa/2019_11_20_INDIRIZZI.pdf).

Si tratta di un documento importante in vista della redazione del provvedimento di razionalizzazione delle partecipazioni – detenute al 31 dicembre 2018 – che le P.A. devono adottare entro il prossimo 31 dicembre 2019, ai sensi dell’art. 20, commi 1 e 2, del Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSP – Decreto Legislativo n. 175/2016).

Il documento chiarisce alcuni profili applicativi e indica le modalità per la predisposizione della relazione che le PP.AA. devono approvare, ai sensi del comma 4 del citato art. 20, in merito all’attuazione delle misure di razionalizzazione previste nel piano dell’anno precedente.

Per gli adempimenti relativi alla trasmissione è necessario utilizzare l’applicativo “Partecipazioni” del Dipartimento del Tesoro (https://portaletesoro.mef.gov.it), la cui apertura è prevista per il mese di gennaio 2020; l’applicativo, inoltre, consentirà di acquisire le informazioni sullo stato di avanzamento delle misure di razionalizzazione dichiarate nel piano dell’anno precedente, nonché sui risultati conseguiti.

 

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Scadenze del 30 novembre

Ricordiamo alcune delle scadenze di fine novembre di interesse per gli uffici comunali:

 

  • Riversamento al bilancio dello Stato dei corrispettivi delle carte d’identità elettroniche: per ogni seconda quindicina del mese di riferimento, è necessario effettuare al Ministero dell’Interno il versamento delle somme incassate per le carte d’identità elettroniche;

 

  • Termine ultimo per l’adozione delle variazioni di bilancio di previsione: com’è noto, l’art. 175 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) prevede che il bilancio di previsione possa subire delle variazioni nel corso dell’esercizio entro il 30 novembre di ciascun anno, fatte salve le variazioni previste nel comma 3 dalle lettere da a) a g) e che possono essere deliberate fino al 31 dicembre;

 

  • Aggiornamento alla data del 31/10/2019 della banca dati delle opere pubbliche: gli enti devono trasmettere alla BDAP i dati anagrafici, finanziari, fisici e procedurali relativi alle opere pubbliche finanziate totalmente o parzialmente da fondi pubblici.

 

Dal 2020 anche l’INPS riceverà i modelli 730-4 per il conguaglio

L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento pubblicato il 21 novembre, modifica quello del 12 marzo 2019 riguardante l’approvazione del modello di ‘’comunicazione per via telematica dei dati relativi ai modelli 730 – 4 resi disponibili dall’Agenzia dell’Entrate’’.

 

Com’è noto, l’art. 16, comma 4 – bis, del decreto Ministro delle Finanze 31 maggio 1999, n. 164, prevede modalità telematiche di gestione dei flussi informativi dei risultati contabili delle dichiarazioni modello 730 ai sostituti d’imposta attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate. La gestione telematica dei flussi informativi tra CAF e professionisti abilitati e sostituti d’imposta ha avuto un avvio graduale ed è, ad oggi, operativa per tutti ad eccezione dell’INPS, la quale continua a ricevere direttamente dai CAF e dai professionisti i dati dei risultati contabili sui propri sistemi informativi.

 

Pertanto, con il sopra citato provvedimento, dal 1° gennaio 2020 anche l’INPS riceverà tutti i modelli 730–4 contenenti i risultati contabili necessari per le operazioni di conguaglio derivanti dall’assistenza fiscale direttamente dall’Agenzia delle Entrate, mediante i propri canali telematici.

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Relazione annuale anticorruzione: proroga al 31 gennaio 2020

 

Anche quest’anno l’ANAC ha ritenuto opportuno prorogare il termine per la predisposizione e la pubblicazione della relazione annuale che i Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) sono tenuti ad elaborare annualmente, ai sensi dell’art. 1, co. 14, della Legge n. 190/2012: la nuova scadenza individuata è il 31 gennaio 2020.

Lo ha reso noto l’Autorità con un comunicato del 13 novembre, motivando tale proroga con la necessità di consentire ai RPCT di svolgere adeguatamente tutte le attività connesse alla predisposizione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza.

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La fattura elettronica scartata dallo SDI si considera non emessa

La fattura elettronica scartata dallo SDI deve considerarsi non emessa: è il principio di diritto n. 23/2019, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate sul sito istituzionale lo scorso 11 novembre.

In concreto, viene ribadito quanto precisato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia prot. n. 89757 del 30 aprile 2018 – attuativo dell’art. 1 del Decreto Legislativo n. 127/2015 – da ultimo aggiornato con il successivo provvedimento prot. n. 164664 del 30 maggio 2019, il cui paragrafo 2.4 espressamente dispone che «La fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse».

Di conseguenza, l’omissione della fattura nei termini legislativamente previsti comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 6 del Decreto Legislativo n. 471/1997, rubricato “Violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all’imposta sul valore aggiunto”, ossia, per ciascuna violazione:

  • «fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato» con un minimo di 500 euro (cfr. il comma 1, primo periodo, nonché il successivo comma 4);
  • «da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo» (ipotesi specificamente introdotta dal decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 158 con decorrenza 1° gennaio 2016).

 

 

CorteDeiConti

Mancata riscossione di canoni enfiteutici: responsabilità di ufficio tecnico e Giunta

 

La Corte dei conti, sezione giurisdizionale Centrale d’Appello per la Regione Basilicata, con la sentenza n. 393/2019 ha riconosciuto la responsabilità erariale del dirigente dell’ufficio tecnico e della Giunta comunale nella mancata riscossione dei canoni enfiteutici.

I giudici, in particolare, hanno evidenziato come la mancata riscossione dei suddetti canoni, divenuti nel frattempo prescritti, erano necessariamente riconducibili alla condotta omissiva del Responsabile dell’ufficio in questione per non aver intrapreso le azioni necessarie alla sollecita riscossione ed anche al comportamento inerziale dei membri della Giunta, che rappresentano il motore della macchina amministrativa e hanno il compito di monitorare l’andamento dell’attività  istituzionale destinata alla corretta gestione delle entrate per l’ente.

Nel caso specifico, il danno erariale è stato individuato nella misura dei canoni persi, con addebito della metà al responsabile dell’ufficio e dell’altra metà ai singoli componenti della Giunta.

 

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Rottamazione-ter: proroga del termine di pagamento

 

L’art. 37 del DL n. 124/2019 (c.d. Decreto Fiscale) posticipa al 30 novembre 2019 (rispetto all’originaria scadenza del 31 luglio) il termine per il pagamento: in realtà, essendo il 30 novembre un sabato, la scadenza è automaticamente prorogata al 2 dicembre.

Si tratta di una disposizione finalizzata ad evitare disparità di trattamento tra i debitori che hanno tempestivamente presentato la propria dichiarazione di adesione alla

c.d. “rottamazione-ter” entro il 30 aprile 2019 e quelli che hanno fruito della riapertura del termine di relativa presentazione alla data al 31 luglio 2019.

Ricordiamo, infine, che l’art. 3 comma 14-bis del DL n. 119/2018 (convertito con la Legge n. 136/2018) dispone che “nei casi di tardivo versamento delle relative  rate  non

superiore  a  cinque   giorni,   l’effetto   di   inefficacia   della definizione, previsto dal comma 14, non si produce e non sono  dovuti interessi”: di conseguenza, si potrà godere di un ulteriore slittamento al 7 dicembre.

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