Corso di formazione - il risanamento dell'ente - Cosenza 2_page-0001

Corso di formazione ”Il Risanamento dell’Ente Locale”

 

L’Interdata Cuzzola SRL, in collaborazione con la IFM di Catanzaro, ha organizzato per il 9 gennaio 2020 un corso di formazione, a partecipazione gratuita, che avrà come tema ”il risanamento dell’Ente locale”; la sede scelta è il Palazzo della Provincia di Cosenza.

Nella prima parte del corso si procederà alla disamina degli aspetti giuridici ed economici della crisi degli Enti Locali e delle possibili procedure di risanamento, analizzando i profili operativi e le eventuali criticità.

Nella seconda parte si discuterà delle attività di accertamento e riscossione, ponendo particolare attenzione ai nuovi metodi per ottimizzarne il recupero.

Vi aspettiamo numerosi.

download

Aggiornamento dei sistemi di misurazione e valutazione della performance

 

 

Com’è noto, l’art. 7 del D. Lgs. n. 150/2009, modificato dal D. Lgs. n. 74/2017, dispone che le amministrazioni pubbliche ‘’adottino e aggiornino annualmente, previo parere dell’Organismo Indipendente di Valutazione, il Sistema di misurazione e valutazione della performance’’.

Su tale aspetto, il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la circolare DFP – 054/P/2019 pubblicata il 18 dicembre, evidenzia a tutte le amministrazioni la necessità di provvedere al tempestivo aggiornamento dei sistemi di misurazione e valutazione della performance, allo scopo di adeguarne i contenuti alle modifiche apportate dal citato D. Lgs. n. 74/2017; l’intervento del Dipartimento si è reso necessario in quanto il monitoraggio effettuato ha evidenziato come numerose amministrazioni non abbiano provveduto all’aggiornamento.

Pertanto, il Dipartimento invita gli enti ancora inadempienti a provvedere all’aggiornamento in tempo utile per assicurare la corretta attuazione del nuovo ciclo della performance.

Consultazione on line delle fatture elettroniche: adesione fino al 29 febbraio 2020

 

 

Con un provvedimento del 17 dicembre, l’Agenzia delle Entrate ha prorogato al 29 febbraio 2020 il termine, originariamente previsto per il 20 dicembre 2019, entro cui gli operatori IVA e i loro intermediari delegati potranno aderire al servizio di consultazione e acquisizione online delle fatture elettroniche emesse o ricevute tramite SDI.

La proroga è motivata dalle modifiche alla disciplina sulla fatturazione elettronica previste dall’art. 14 del collegato fiscale alla Legge di bilancio 2020 (DL n. 124/2019) e ai tempi di conversione del decreto, con cui sono stati previsti nuovi termini per la memorizzazione delle fatture elettroniche.

20190326_171455

Bilancio di previsione 2020/2022: differimento al 31 marzo 2020

Sulla G.U. n. 295 del 17 dicembre 2019 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno 13 dicembre 2019, con il quale è stato disposto il differimento dal 31 dicembre 2019 al 31 marzo 2020 del termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2020/2022 da parte degli enti locali, ai sensi dell’art. 151 del TUEL (Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267).

Il differimento, richiesto dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e dall’UPI (Unione Province d’Italia), è motivato dalla considerazione che “gli enti locali in sede di predisposizione dei bilanci di previsione 2020/2022, non dispongono ancora in maniera completa di dati certi in ordine alle risorse finanziarie disponibili, in quanto la legge di bilancio per l’anno 2020 è in corso di approvazione ed il decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124 recante «disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili», è in corso di conversione”.

Ricordiamo che, nella seduta dell’11 dicembre 2019, la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali aveva già espresso parere favorevole al rinvio.

 

firma_documenti_001

Il principio di rotazione non opera per l’RDO sul MEPA

Secondo il TAR Sardegna, sez. I, sent. 17 dicembre 2019 n. 891, l’utilizzo di una RDO (richiesta di offerta) sul MEPA da parte della PA per l’acquisto di un bene o di un servizio è qualificabile come procedura aperta e, conseguentemente, non opera il principio di rotazione.

Come è noto, le Linee Guida n. 4 dell’ANAC, approvate con deliberazione del Consiglio dell’Autorità 26 ottobre 2016, n. 1097 e poi aggiornate con delibera dello stesso Consiglio 1 marzo 2018, n. 206, stabiliscono che “la rotazione non si applica laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in virtù di regole prestabilite dal Codice dei contratti pubblici ovvero dalla stessa in caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione” (Paragrafo 3 – Capoverso 3.6).

Secondo i giudici sardi, quest’ultima condizione – con particolare riferimento all’utilizzo di una procedura “aperta al mercato” mediante “indagini di mercato o consultazione di elenchi” – ben può considerarsi soddisfatta nei casi in cui la selezione viene effettuata mediante RDO sul MEPA, potendo qualunque operatore del settore interessato iscriversi al portale e formulare la propria offerta.

Né rileva in senso contrario il fatto che, per avere notizia di simili procedure selettive, è necessario essere iscritti al MEPA per la categoria merceologica di riferimento: è questa, infatti, una condizione notoria e facilmente soddisfabile da qualunque operatore del settore, nonché perfettamente in linea con la previsione normativa di cui all’art. 1, comma 450, della legge 127 dicembre 2006, n. 296 e s.m.i., secondo cui tutte le amministrazioni pubbliche, “per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o superiore a 5.000 euro e inferiore alla soglia di rilievo comunitario sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione ovvero ad altri mercati elettronici…”: se, dunque, il ricorso al mercato elettronico corrisponde a un preciso obbligo normativo per le stazioni appaltanti pubbliche, non si vede come la necessità d’iscriversi al principale portale informatico che ciò consente – cioè il MEPA- possa privare le relative procedure informatizzate di quel “carattere di apertura” che giustifica la deroga al principio di rotazione.

20190411_164148

Il Comune può concedere gratuitamente un bene immobile alle amministrazioni statali

La Corte dei Conti, sez. reg. di controllo per l’Emilia Romagna, con la deliberazione n. 78/2019 del 28 novembre, ha affermato che il Comune può concedere, a titolo gratuito, il diritto di superficie su suolo comunale per la costruzione di una caserma della Guardia di Finanza.

Tale possibilità deriva dall’art. 3, comma 2-bis, del D.L. n. 95/2012 (convertito con la Legge n. 135/2012) riconosce ai Comuni la facoltà di concedere in uso gratuito alle amministrazioni dello Stato, per le finalità istituzionali di queste ultime, beni immobili di loro proprietà.

I magistrati contabili, dopo aver richiamato la suddetta norma, hanno evidenziato come la concessione a titolo gratuito di un diritto di superficie su suolo comunale, di durata determinata, finalizzato alla costruzione di una caserma, risponda anche ad un interesse tangibile della comunità locale.

 

Logo_mef.svg

Rilevazione dei beni immobili pubblici per l’anno 2018: prossima scadenza

Com’è noto, l’articolo 2, comma 222, della Legge n. 191/2009,  dispone che le PP.AA. che utilizzano o detengono, a qualunque titolo, immobili di proprietà dello Stato o di proprietà dei medesimi soggetti pubblici, debbano trasmettere al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro, l’elenco identificativo dei predetti beni ai fini della redazione del rendiconto patrimoniale delle Amministrazioni Pubbliche a valori di mercato.

 

Entro il prossimo 20 dicembre bisognerà procedere all’inserimento dei dati per il 2018.

La rilevazione corrente non presenta novità in termini di informazioni richieste e di modalità di comunicazione dei dati rispetto agli anni precedenti.

adult-3327336_960_720

Il divieto di soccorso finanziario vale anche per le società consortili partecipate

Com’è noto, l’art. 14 del Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica (D. Lgs. n. 175/2016) dispone che le amministrazioni pubbliche “non possono sottoscrivere aumenti di capitale, effettuare trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate, con esclusione delle società quotate e degli istituti di credito, che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripiano di perdite anche infrannuali…’’.

 

 

La Corte dei conti, sez. reg. di controllo per le Marche, con la deliberazione n. 123/2019 del 14 novembre, ha chiarito che la norma sopra menzionata deve intendersi applicabile a tutte le partecipazioni degli enti locali, a prescindere dalla loro forma giuridica e natura, e, dunque, anche alle società consortili. Ed infatti, anche i consorzi devono essere considerati realtà operative inserite a tutti gli effetti nel contesto della finanza territoriale, con la conseguenza che non vi sono motivi per escluderli dal principio del divieto di soccorso finanziario, fondato su esigenze di economicità gestionale.

 

20190326_171455

Enti in dissesto e riconoscimento dei debiti fuori bilancio

 

Con il parere n. 104/2019 del 14 novembre, la Corte dei conti, sez. reg. di controllo per la Puglia, ha ribadito che i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze di condanna pronunciate negli esercizi successivi a quello di dichiarazione di dissesto ma che sono scaturiti da situazioni verificatisi in precedenza ricadono nella gestione dell’organo straordinario di liquidazione; tuttavia, in capo a tale organo è esclusa la possibilità di riconoscere tali debiti, i quali di conseguenza dovranno essere oggetto di deliberazione consiliare.

 

Non si tratta di una novità: tale principio, infatti, era stato già evidenziato dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per la Sicilia, con la delib. n. 124/2019, secondo cui “l’organo di liquidazione procede alla liquidazione e pagamento della massa passiva, nei termini e nelle modalità indicate dall’art. 256, senza  che sia normativamente previsto o altrimenti ricavabile dall’apparato ordinamentale il potere di deliberare il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, che resta una prerogativa esclusiva del consiglio comunale”.

 

logo

Interdata Cuzzola S.r.l.

Via del Gelsomino, 37

89128 Reggio Calabria (RC)

partita IVA 01153560808

REA RC116134

Cap. Soc. 10.000 € i.v.

pec direzione@pec.cuzzola.it

email info@cuzzola.it

tel +39 0965 28125

fax +39 0965 187 0378

Copyright 2018 © All Rights Reserved

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Cliccando su Accetto, scrollando questo messaggio o continuando la navigazione, consenti all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sulla nostra Cookie Policy

Politica dei cookie di questo sito in ottemperanza alla direttiva del Garante della Privacy

Il Garante della Privacy ha recepito una direttiva europea che impone agli amministratori delle pagine web di mostrare ai visitatori un banner che li informa di quale sia lo politica dei cookie del sito che stanno consultando e di subordinare la sua accettazione al proseguimento della navigazione. A tale proposito se hai bisogno di ulteriori informazioni o se hai domande sulla politica della privacy di questo sito ti preghiamo di contattarci via email all'indirizzo info@cuzzola.it

In questa pagina sono descritte le modalità con cui le informazioni personali vengono ricevute e raccolte e come sono utilizzate da www.cuzzola.it

Chiudi