Lavagna-Appalti

Congruità da motivare per affidamento in house

L’art. 192, comma 2, del Codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo n. 50/2016), impone al Comune che intende procedere ad un affidamento in house di un contratto avente ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza, di effettuare “preventivamente” la valutazione sulla congruità economica dell’offerta dei soggetti in house, “avuto riguardo all’oggetto e al valore della prestazione, dando conto nella motivazione del provvedimento di affidamento delle ragioni del mancato ricorso al mercato, nonché dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta, anche con riferimento agli obiettivi di universalità e socialità, di efficienza, di economicità e di qualità del servizio, nonché di ottimale impiego delle risorse pubbliche”.

Come evidenziato dalla giurisprudenza, l’art. 192 contiene “un onere motivazionale rafforzato, che consente un penetrante controllo della scelta effettuata dall’Amministrazione, anzitutto sul piano dell’efficienza amministrativa e del razionale impiego delle risorse pubbliche”. Ciò a testimonianza di una linea di tendenza dell’ordinamento che, pur ammettendo quale forma di gestione dei servizi pubblici l’affidamento diretto alla società in house, richiede la dimostrazione che tale scelta, preferita rispetto a quelle del ricorso al mercato, sia supportata da ragioni di convenienza sotto il profilo dei benefici per la collettività” (TAR Lombardia, Milano, sez. III, sent. 3 ottobre 2016, n. 1781).

Conseguentemente, laddove tale valutazione circa la congruità economica dell’affidamento sia assente, il relativo provvedimento è illegittimo: in tal senso si è pronunciato il TAR Toscana, sez. III, nella sent. 10 giugno 2019, n. 844. Nell’occasione i giudici hanno anche chiarito che non può essere considerata sufficiente l’affermazione in base alla quale l’affidamento “comporta un notevole risparmio per l’Ente e per la collettività”, in quanto trattasi di indicazione, in assenza di una puntuale dimostrazione, meramente apodittica e di mero stile, inidonea a consentire di esaurire il percorso motivazionale e di verifica dei presupposti di cui all’art. 192 alla quale il Comune è tenuto.

 

office-1209640_1280

E-fattura: arrivano i chiarimenti

Con la Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni importanti chiarimenti circa l’e-fattura.

A far data dal 1° luglio 2019, l’Agenzia ha chiarito che la data del documento contabile sarà quella corrispondente alla data di effettuazione dell’operazione anche se la fattura viene emessa entro 10 giorni.

Pertanto, non dovrà esserci alcuna indicazione precisa sulla data di trasmissione della fattura in quanto sarà il Sistema di Interscambio ad assegnare, in automatico, la data. Naturalmente, per evitare errori, la data di emissione da riportare nella fattura dovrà corrispondere con quella scritta nel registro delle vendite nel momento in cui viene segnata l’operazione e che corrisponde, a sua volta, alla data soggetta a fattura.

Per quanto riguarda le c.d. “spese miste” (quali le spese sanitarie fatturate insieme a quelle non sanitarie) l’Agenzia ribadisce l’impossibilità di procedere con fatturazione elettronica.

 

Copertina Libro Scioglimento degli Enti Locali per mafia

Libro sullo scioglimento degli Enti Locali per mafia, presentato presso la biblioteca Gaudio Incorpora di Locri

Le autrici Manuela Calautti, Antonia Fabiola Chirico e Teresa Parisi, ospiti anche a Reggio in un incontro promosso da Ismed e Università Mediterranea

Una legge da riformare o da mantenere, ma con una applicazione più efficace e responsabile; una normativa da eliminare, rafforzando altri strumenti già esistenti: divide sempre il tema dello scioglimento degli Enti locali per mafia, misura dissolutoria particolarmente penalizzante, di carattere preventivo e non sanzionatorio e repressivo, che colpisce gli organi politici elettivi, e mai gli apparati burocratici, in cui si accerti il condizionamento mafioso dell’attività amministrativa dell’Ente. Tutto questo è stato al centro del volume intitolato «Scioglimento degli Enti Locali per mafia. Excursus storico, presupposti e rimedi», scritto da Manuela Calautti, Antonia Fabiola Chirico e Teresa Parisi ed edito da Interdata Cuzzola – Nei Comuni e Città del Sole edizioni, presentato presso la biblioteca Gaudio Incorpora di palazzo Nieddu del Rio di Locri.

L’evento, organizzato con il patrocinio gratuito del comune di Locri, è stato scandito da diversi interventi che hanno posto in rilievo le molteplici criticità legate al contesto degli Enti Locali, non solo in determinati territori ad alta pervasività mafiosa, ma anche in tutte quelle situazioni in cui il sottodimensionamento degli organici degli uffici non consente un corretto funzionamento dell’Ente.

“I dati di Avviso pubblico rivelano una incidenza al Sud dei provvedimenti di scioglimento, segno di un fenomeno che ha una connotazione anche territoriale. Accanto a questo, la nostra esperienza di attività di supporto agli Enti locali in tutto il Paese ci rivela pure che gli stessi Enti hanno bisogno di formazione specifica per fare funzionale al meglio gli uffici”, ha sottolineato Mario Petrulli di Interdata Cuzzola.

“Tra le criticità su cui ci aspettiamo anche una riflessione politica, oltre che legale e giornalistica, vi sono quelle della lobby dei commissari prefettizi chiamati a risanare gli Enti dopo lo scioglimento e dell’efficacia del loro operato; su di esso andrebbe condotta un’analisi seria e severa”, ha commentato Franco Arcidiaco di Città del Sole Edizioni.

Dopo i saluti della presidente dell’ordine degli avvocati di Locri, Emma Maio, che ha definito il volume “una utile e lucida analisi di un fenomeno complesso”, gli interventi delle autrici hanno offerto all’uditorio svariati spunti di riflessione sulla scorta della ratio sottesa all’articolo 143 del Testo Unico Enti Locali (Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dipendenti), come novellato dal c.d. dl Sicurezza convertito con legge 132/2018, e delle recenti vicende dei comuni di Marina di Gioiosa e Lamezia Terme, dove i commissari sono tornati dopo l’iniziale annullamento del provvedimento da parte del Tar Lazio, in primo grado.

Dallo studio condotto dalle autrici è emersa la necessità di richiamare l’attenzione sulla valutazione dei presupposti di concretezza, univocità e rilevanza dei fatti, individuati quali condizioni per la legittimità di questa misura dissolutoria, da eseguire non in modo atomistico ma nel complesso.
«In quanto atto di Alta amministrazione, per prevenire che l’ampia discrezionalità associata al provvedimento di scioglimento per mafia degeneri in arbitrio ed assicurare il rispetto del principio del ‘più probabile che non’, è necessario garantire un supporto istruttorio completo e una motivazione adeguata. Il tutto improntato ad una piena ragionevolezza. Ciò si rivela fondamentale per distinguere i casi di vero e proprio collegamento e condizionamento mafioso, da quelli di attività amministrativa contraddistinta da illegittimità e/o illiceità», ha sottolineato l’autrice, Antonia Fabiola Chirico, avvocato del foro di Locri.

I dati trattati nel volume sono frutto di un’analisi della casistica registrata sull’intero territorio nazionale nel corso dell’ultimo biennio (2017 – 2018), segno della pervasività di un fenomeno che ha riguardato e continua a riguardare tutto il Paese.

«La necessità di tutela preventiva in grado di salvaguardare la corretta gestione della cosa pubblica e la comunità dal fenomeno pervasivo della criminalità organizzata di stampo mafioso si è imposta, in modo indifferibile, ai tempi dei cruenti fatti maturati a Taurianova, nel contesto delle faida dei primi anni Novanta. Tale normativa, tuttavia, ad oggi necessita ancora di profondi interventi di riforma che la rendano maggiormente organica rispetto al Sistema e ne migliorino l’efficacia», ha sottolineato l’autrice Manuela Calautti, avvocato del foro di Locri.

Una misura nata, dunque, come straordinaria e che, tuttavia, risulta particolarmente ricorrente nella sua applicazione.

«La frequenza dell’adozione di questa misura così invasiva e penalizzante per gli organi elettivi e le comunità, anche in ipotesi di mala gestio, dunque di cattiva gestione, e disordini amministrativi vari per i quali esistono altri strumenti previsti negli articoli 141 e 142 del Tuel, impone seri e urgenti interrogativi sulla sua corretta applicazione. Essa genera, infatti, profondi vulnus nel tessuto dei diritti costituzionalmente garantiti, in materia di tutela dell’integrità della Sovranità popolare e delle Autonomie e del rispetto della libertà delle imprese, in quanto Formazioni sociali», ha sottolineato l’autrice, Teresa Parisi, avvocato del foro di Locri.

Valutazioni sulla normativa sono state poi illustrate dal sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, nelle sue conclusioni. «Si tratta di una norma superata, non adatta ai Comuni. Essa ha evidentemente fallito, non avendo risolto un problema serio e diffuso. Esiste anche il problema di riportare la democrazia elettiva nei comuni sciolti e, soprattutto, in quelli sciolti più volte. È chiaro che gli strumenti esistenti sono inadeguati. La norma andrebbe sostituita completamente – ha spiegato il sindaco Calabrese – perché la capacità di controllo che si richiede in fase elettorale e al momento di gestire la cosa pubblica agli Enti Locali non solo non è sostenibile, ma rischia di scoraggiare in modo preoccupante l’impegno politico e il desiderio di amministrare la cosa pubblica».

L’acceso dibattito, seguito agli interventi, ha coinvolto i tanti giornalisti presenti in sala e, tra gli altri, anche alcuni amministratori tra i quali i sindaci di Samo e Africo, rispettivamente Giovambattista Bruzzaniti e Francesco Bruzzaniti, unanimi nel ritenere prioritarie la modifica della normativa e, come ribadito anche dal sindaco Calabrese, la previsione di supporti per i Comuni in un’ottica concretamente preventiva delle infiltrazioni mafiose.

Di «una legge che ha esaurito la propria spinta propulsiva che, dunque, è da rivedere anche e soprattutto per i pregnanti riflessi che produce sul versante dell’essenza delle Autonomie costituzionalmente garantite e per il livello di adeguatezza degli esiti dell’attività di accertamento rispetto ad un condizionamento che alteri effettivamente l’operato amministrativo dell’Ente», ha riferito nel suo intervento l’avvocato Francesco Macrì.

La tappa a Locri per la presentazione del volume  «Scioglimento degli Enti Locali per mafia. Excursus storico, presupposti e rimedi», edito da Interdata Cuzzola – Nei Comuni e Città del Sole edizioni, ha rappresentato il secondo dei due appuntamenti programmati nei giorni scorsi. Le autrici, Manuela Calautti, Antonia Fabiola Chirico e Teresa Parisi, avvocati del foro di Locri, infatti erano state già ospiti, nella sala conferenze del DiGiEs presso palazzo Sarlo a Reggio Calabria, del primo di quattro incontri organizzati da Ismed Group, DiGiEs – dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’università Mediterranea, Generali Italia e dall’ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in materia di rapporti con le imprese. Numerosi i riflessi da rintracciarsi nel volume.

Il campo dell’urbanistica, nello specifico quello degli appalti pubblici, ha infatti rappresentato storicamente uno dei settori più attenzionati dalle infiltrazioni mafiose nel corso degli ultimi decenni. Per questa ragione il legislatore è intervenuto in più occasioni su questa delicata materia per scongiurare ex ante, al momento dello svolgimento dell’appalto, ed ex post, successivamente all’aggiudicazione dell’appalto, tali infiltrazioni mafiose.

All’interno della relazione che il Prefetto invia al Ministro dell’interno, a seguito dell’accesso antimafia disposto all’interno dell’Ente locale, inoltre viene dato conto, oltre che della sussistenza dei collegamenti con la criminalità organizzata mafiosa o similare degli amministratori ovvero di forme di condizionamento degli stessi, anche e soprattutto di appalti, contratti e servizi, a rischio di essere interessati da fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata o comunque connotati da condizionamenti o da una condotta antigiuridica.

La necessità di prevenzione e di repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione rappresenta altresì il binario strategico per prevenire le stesse infiltrazioni mafiose e assicurare trasparenza.

Incontro Ismed – Università Mediterranea di Reggio Calabria

da sinistra Mario Petrulli, Franco Arcidiaco, Teresa Parisi, Manuela Calautti, Antonia Fabiola Chirico, Giovanni Calabrese – Locri

 

Istat-1080x675

Censimento 2019: pubblicata la Circolare dell’Istat

L’Istat ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la Circolare n. 3 del 29 maggio 2019, recante il “Censimento permanente della popolazione 2019 – struttura del contributo forfettario variabile”, contenente specifiche tecniche sulla struttura del contributo forfettario variabile definito dall’Istituto stesso, cui, i Comuni coinvolti nella rilevazione, devono fare riferimento.

Secondo quanto indicato nella suddetta Circolare, il Comune provvede agli oneri derivanti dall’esecuzione del Censimento permanente usufruendo del contributo Istat, eventualmente integrato con risorse proprie dell’Ente.

In base al tipo di rilevazione sono previste due tipologie di contributo:

  • il contributo forfettario variabile legato alle attività di conduzione delle interviste per la Rilevazione Areale
  • il contributo forfettario variabile legato alle attività di conduzione delle interviste per la Rilevazione da Lista

Per quanto concerne invece la formazione, il percorso è strutturato in due fasi: quella della fruizione online di un pacchetto di autoformazione e quella, successiva, consistente in un incontro formativo da svolgere in aula.

Nel caso in cui non sia possibile in alcun modo partecipare agli incontri in aula, il Responsabile comunale dovrà stabilire, di concerto con gli Uffici Territoriali dell’Istat, una nuova occasione formativa e, nel caso in cui ciò non fosse possibile, dovrà comunicare all’Istat i nominativi degli operatori impossibilitati a concludere, con l’incontro in aula, il percorso formativo.

In fase di consuntivo finale, il contributo variabile per il 2019, calcolato dall’Istat sulla base dei risultati del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni del 2018, potrà subire delle modifiche in virtù dei risultati della rilevazione.

Si ricorda infine che dalla natura forfettaria dei contributi erogati dall’Istat ne deriva che i Comuni destinatari godono di ampia discrezionalità nell’utilizzo dei fondi assegnati, fermo restando, naturalmente, il rispetto del vincolo di destinazione dei fondi ricevuti.

visto-di-conformita

Rottamazione ter: comunicazione degli esiti

Entro il 30 giugno, tutti i contribuenti che hanno presentato richiesta di adesione alla rottamazione ter, riceveranno, da parte dell’Agenzia delle Entrate, una comunicazione concernente l’esito della domanda di definizione agevolata.

Nello specifico, nella comunicazione che il contribuente riceverà, saranno indicate seguenti informazioni:

  • accoglimento o eventuale rigetto della dichiarazione di adesione;
  • eventuali carichi che non possono rientrare nella Definizione agevolata;
  • gli importi da pagare e la data in cui effettuare il pagamento (ricordiamo che il pagamento della prima rata è previsto per il 31 luglio).

Sono cinque le tipologie di lettere che il contribuente potrà ricevere, con codice specifico che si troverà riportato nella prima pagina.

I codici sono:

  • AT – Accoglimento totale della tua richiesta: in questo caso i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione presentata sono interamente “rottamabili”. La lettera conterrà quindi anche l’importo da pagare a titolo di Definizione agevolata e il piano di rateizzazione, determinato in base alla soluzione di rateizzazione scelta dal contribuente al momento dell’adesione (fino ad un massimo di 18 rate);
  • AP  Accoglimento parziale della tua richiesta: in questo caso invece debiti contenuti nella dichiarazione di adesione sono solo in parte “rottamabili”. La lettera indicherà quindi gli importi da pagare a titolo di Definizione agevolata (con la ripartizione dell’importo dovuto in base al numero di rate richieste) e quelli da pagare in quanto “non rottamabili”;
  • AD: questo particolare modello di comunicazione è riservato ai casi in cui i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione siano tutti “rottamabili” ma nessun importo risulti dovuto; pur potendo quindi il contribuente beneficiare della rottamazione, nella lettera non troverà indicato alcun importo da pagare;
  • AX: in questo caso, i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione presentata sono in parte “rottamabili” e nessun importo risulta dovuto; pertanto, nella lettera non è indicato alcun importo da pagare a titolo di Definizione agevolata. Nella comunicazione sarà indicato soltanto l’importo da pagare per i debiti “non rottamabili”;
  • RI– Rigetto: quest’ultima comunicazione è riservata ai casi in cui, purtroppo, i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione non risultino essere “rottamabili”. Perciò, nella lettera sarà indicato l’importo dovuto (con riferimento al quale non sarà possibile beneficiare dello sconto delle sanzioni e degli interessi di mora).
office-1574717_1920

Decreto crescita: proroga al rendiconto 2019 per lo stralcio dei crediti fino a 1.000 euro

Un emendamento accolto in fase di conversione del c.d. Decreto Crescita (DL n. 34/2019) ha disposto la proroga al rendiconto 2019 del termine entro cui procedere allo stralcio dei crediti fino a 1.000 euro.

L’esigenza, sollevata dall’Anci, è giustificata dal fatto che l’Agenzia delle Entrate ha inviato tardi le informazioni connesse agli importi non più dovuti dai contribuenti per i crediti iscritti a ruolo dai Comuni. Infatti, detta comunicazione è arrivata solo dopo il 18 aprile 2019, ossia troppo vicina alla data di approvazione del rendiconto 2018 (30 aprile).

L’emendamento prevede che gli enti creditori adattino le proprie scritture contabili entro la data del 31 dicembre 2019, tenendo conto degli eventuali effetti negativi già nel corso della gestione e creando un vincolo ad hoc con le eventuali risorse disponibili alla data della comunicazione (art. 4, comma 1, del DL n. 119/2018).

Di tali effetti bisognerà tenere conto già al prossimo adempimento relativo alla verifica degli equilibri, da effettuare entro il 31 luglio: in particolare, sarà necessario verificare se lo stralcio dei suddetti crediti trova copertura nel FCDE già accantonato a rendiconto 2018.

Ricordiamo, infine, che l’art. 11 bis, comma 6, del DL n. 135/2018 ha previsto il ripiano nel massimo di cinque annualità in quote costanti dell’eventuale disavanzo derivante dallo stralcio.

office-1209640_1280

ISA: chiesta la disapplicazione

Le associazioni di categoria, Associazione Dottori Commercialisti (ADC) e Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), con comunicato stampa del 14 giugno 2019, hanno reso noto di essersi rivolte al Garante dei Contribuenti per chiedere la disapplicazione degli Indici di Affidabilità Fiscale (ISA), facendo leva sulla impossibilità di applicare correttamente il sistema che, ancor oggi, presenta molteplici criticità, nate sia dal ritardo con cui è arrivato il provvedimento contenente le regole di applicazione, sia dal ritardo con cui è stato reso disponibile il software di elaborazione degli ISA, ovvero lo scorso 10 giugno e operativo per i contribuenti dal giorno successivo.

Per tali ragioni le Associazioni ADC e ANC hanno chiesto al Garante la disapplicazione degli indici ISA per l’anno d’imposta 2018 o, in alternativa, la possibilità del proroga della scadenza per il pagamento delle imposte, senza maggiorazioni, al 30 settembre 2019.

 

 

loc 15 giugno

Scioglimento degli Enti Locali per mafia, a Locri la presentazione del libro

di Manuela Calautti, Antonia Fabiola Chirico e Teresa Parisi

Edito da Interdata Cuzzola – Nei Comuni e Città del Sole edizioni, il volume sarà presentato oggi alle ore 17 presso la biblioteca Gaudio Incorpora di Palazzo Nieddu del Rio

Il volume intitolato «Scioglimento degli Enti Locali per mafia. Excursus storico, presupposti e rimedi», scritto da Manuela Calautti, Antonia Fabiola Chirico e Teresa Parisi ed edito da Interdata Cuzzola – Nei Comuni e Città del Sole edizioni, sarà presentato oggi sabato 15 giugno alle ore 17, presso la biblioteca Gaudio Incorpora di Palazzo Nieddu del Rio a Locri. L’evento è stato organizzato con il patrocinio gratuito del comune di Locri.

Dopo i saluti di Franco Arcidiaco, editore Città del Sole, e di Francesco Cuzzola, amministratore unico Interdata Cuzzola srl, interverranno le autrici, Manuela Calautti, Antonia Fabiola Chirico e Teresa Parisi, avvocati del foro di Locri.

Le conclusioni saranno affidate al sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. La presentazione sarà moderata dalla giornalista Anna Foti. L’evento è in corso di accreditamento presso il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri.

Il volume approfondisce la ratio sottesa all’articolo 143 del Testo Unico Enti Locali (Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dipendenti), come novellato dal c.d. dl Sicurezza convertito con legge 132/2018, proponendo spunti aggiornati di riflessione, su un tema di estrema attualità e da tempo al centro di dibattiti e critiche.

anticorruzione-sede-cop

ANAC: online la Piattaforma per l’acquisizione dei Piani triennali

Con comunicato del 12 giugno 2019, l’ANAC ha dato comunicazione ai Responsabili per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, che la piattaforma per l’acquisizione dei Piani triennali e delle relazioni annuali sarà online dal 1 luglio 2019.

I Responsabili della prevenzione della corruzione e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici economici e non economici, degli ordini professionali e delle società in controllo pubblico, al fine di poter utilizzare la piattaforma,  dovranno necessariamente procedere alla registrazione e all’accreditamento presso il sistema di autenticazione dell’Autorità nazionale anticorruzione.

La registrazione al sistema consentirà ai Responsabili la possibilità di utilizzare i seguenti servizi:

  • l’accesso alla piattaforma per le rilevazioni delle informazioni relative ai Piani;
  • l’accesso alla piattaforma per la redazione della relazione annuale;
  • l’accesso al forum dei Responsabili anticorruzione e trasparenza, che sarà successivamente reso disponibile.
logo

Interdata Cuzzola S.r.l.

Via del Gelsomino, 37

89128 Reggio Calabria (RC)

partita IVA 01153560808

REA RC116134

Cap. Soc. 10.000 € i.v.

pec direzione@pec.cuzzola.it

email info@cuzzola.it

tel +39 0965 28125

fax +39 0965 187 0378

Copyright 2018 © All Rights Reserved

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Cliccando su Accetto, scrollando questo messaggio o continuando la navigazione, consenti all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sulla nostra Cookie Policy

Politica dei cookie di questo sito in ottemperanza alla direttiva del Garante della Privacy

Il Garante della Privacy ha recepito una direttiva europea che impone agli amministratori delle pagine web di mostrare ai visitatori un banner che li informa di quale sia lo politica dei cookie del sito che stanno consultando e di subordinare la sua accettazione al proseguimento della navigazione. A tale proposito se hai bisogno di ulteriori informazioni o se hai domande sulla politica della privacy di questo sito ti preghiamo di contattarci via email all'indirizzo info@cuzzola.it

In questa pagina sono descritte le modalità con cui le informazioni personali vengono ricevute e raccolte e come sono utilizzate da www.cuzzola.it

Chiudi